Storia della Parrocchia
 
    

    La chiesa di S. Francesco a Ripa fu eretta a Parrocchia nel 1906. San Pio X, con la Bolla “Romanas aequabilius distribuire et componere paroecias” del 6 gennaio 1906 sanciva l’abolizione di due parrocchie, il SS. Salvatore della Corte e S. Bartolomeo all’isola Tiberina, e l’erezione di altre tre nuove, S. Teresa a Porta Salaria, S. Giuseppe sulla via Nomentana e, appunto,  S. Francesco a Ripa. Tale provvedimento rientrava nel programma di riordinamento e redistribuzione delle parrocchie romane intrapreso da Pio X all’inizio del suo glorioso pontificato.

    Nasce così la Parrocchia di S. Francesco a Ripa, una parrocchia francescana con alle sue spalle secoli di
storia e spiritualità francescana, e quindi con una impronta pastorale già chiaramente delineata, in un quartiere in continuo aumento demografico in seguito alla costruzione di numerose nuove abitazioni lungo Viale Trastevere e la zona circostante. Unico problemi era lo stato giuridico, la mancanza della proprietà della chiesa, e dei locali della parrocchia e del convento. Restavano inoltre da delineare i confini della nuova parrocchia e da designare il suo primo pastore.

    I confini della parrocchia furono decisi pochi giorni dopo, quando il Card. Vicario Pietro Respighi fissa la circoscrizione territoriale comprendente: Riva destra del Tevere, Piazza dei Mercanti, via S. Cecilia, via S. Maria dell’Orto, via Anicia, via Tabacchi, Piazza Mastai, Viale del re (oggi Viale Trastevere), via S. Francesco a Ripa, via Natale del Grande, via L. Santini, via Tittoni, via Nicola Fabrizi, Mura di Roma del Gianicolo fino al Tevere.

    Così definito il territorio contava circa 8600 anime, si estendeva fino alla stazione ferroviaria di Trastevere e proseguiva per un tratto della ferrovia Roma-Viterbo.

    Dal 1920 la parrocchia inizia a perdere un po’ di territori, arretrando dalla stazione di Trastevere, anche a causa dell’istituzione di nuove parrocchie, quali S. Maria Regina Pacis e dei Santi Patroni. Allo stesso tempo aumenta invece di diminuire la popolazione parrocchiale, fino a circa 13000 fedeli, dopo la costruzione di nuovi edifici.

    La nomina del primo parroco fu più complicata dell’assegnazione dei territori, ma alla fine la scelta cadde su P. Giuseppe Ercole, stimato da Papa Pio X, suo vecchio amico, che lo volle parroco a tutti i costi, nonostante un iniziale tentativo di sottrarsi all’incarico. Designato il 7 maggio 1906, il nuovo parroco prese possesso della parrocchia solo il 30 settembre, una parrocchia con una comunità religiosa costituita da 9 sacerdoti e 4 frati laici.

    Una delle prime cose che fece P. Ercole, anche prima di prendere possesso della parrocchia, fu di occuparsi del problema della mancanza di uffici parrocchiali e locali per il catechismo. Per prima cosa riuscì ad ottenere dal Ministero della Guerra la cessione dei tratti A e B dell’Orto dei Bersaglieri per la costruzione della camera mortuaria. Cercò poi di ottenere dal Genio Militare mille metri quadri della caserma La Marmora per costruirci un oratorio e una palestra sportiva per ragazzi, ma una campagna stampa anticlericale, dimentica dell’esproprio delle proprietà che la parrocchia subì solo 40 anni prima, bloccò tutto ed ancora oggi la parrocchia si trova senza una palestra o un campetto per i ragazzi.

    Nel 1959 la parrocchia ottiene da Papa Giovanni XIII il titolo cardinalizio. Il primo titolare è stato Sua Em. Card. Lauriano Rugambuwa, che ha preso possesso del titolo il 15 maggio 1960. Gli succederà alla sua morte, nel 2002, Em. Card. Norberto Carrera, Arcivescovo di Città del Messico.

    Tra le personalità principali della storia centenaria della Parrocchia di San Francesco a Ripa, figure di particolare rilievo sono P. Giuseppe Ercole, P. Felice Magliozzi, P. Celso Luigi Cipriani, Mons. Cristoforo Arduino Terzi e P. Giuseppe Spoletini.

P. Giuseppe Ercole

    P. Giuseppe Ercole nacque a Marino il 22 febbraio 1869. Dopo vari incarichi nella Provincia Riformata Romana, fu designato come parroco di S. Francesco a Ripa all’età di 37 anni. Il suo zelo pastorale ha lasciato un orma incancellabile nella storia della Parrocchia e negli animi dei parrocchiani. Fu stimato in modo particolare da S. Pio X e Benedetto XIV. Tutta l’attività svolta dal P. Giuseppe fu tesa a formare una parrocchia dal punto di vista morale e pastorale.

    Concluse il suo ministero il 10 aprile 1929 per motivi di salute.

 

 

P. Felice Magliozzi

    P. Felice Magliozzi fu il secondo parroco di S. Francesco a Ripa, era un grande predicatore e fu maestro insuperato di catechesi calata nel sociale. Il suo impegno sociale gli veniva dall’aver lavorato nell’Azione Cattolica al fianco di Mons. Carlo Salotti, di P. Agostino Fioravanti, di Argene Fati e di Armida Barelli.

    Dopo l’ultima guerra mondiale lavorò intensamente per i bambini e i giovani di Trastevere e con immensi sacrifici organizzo un Circolo ACLI.

    Sotto il suo governo i locali parrocchiali si ingrandirono e si completò il primo piano, sul quale poi i frati fecero costruire il secondo piano per il convento.    

Fu P. Magliozzi a celebrare nel 1931 il 25° di fondazione della Parrocchia. Per l’occasione venne rimossa la balaustra di legno dell’altare maggiore, sostituita dall’attuale di marmo, vennero rinnovati in parte i pavimenti, si fornirono nuovi arredi sacri e si sistemò l’organo della chiesa. I parrocchiani, a loro spese, fecero fare una sfarzosa illuminazione della piazza antistante la chiesa, di Via S. Francesco a Ripa e di parte di Viale Trastevere.

    Bisogna ancora ricordare un’importante fondazione storica del P. Felice: appena eletto parroco diede vita al Bollettino Parrocchiale, che poi fu continuato anche dai suoi successori Marcelletti e Cipriani. Il bollettino era mensile, il primo numero è del marzo 1967.

    Un’ultima cosa da ricordare è un’importante opera che non fu creata da lui, ma che vivamente incoraggiò: la Scuola Tipografica Francescana, diretta dal 1944 da F. Francesco Coculo. La scuola venne avviata agli inizi degli anni quaranta e andò avanti per più di 30 anni. Moltissimi ragazzi furono preparati ed avviati al lavoro con ottimi risultati.

P. Magliozzi morì nel 1969, a 83 anni, e i suoi funerali furono celebrati a S. Francesco a Ripa il 10 novembre, suscitando il pianto e la commozione di molti suoi fedelissimi parrocchiani.

 

P. Celso Luigi Cipriani

    P. Celso Luigi Cipriani fu il quarto parroco a S. Francesco a Ripa, dal primo settembre 1954 per 31 anni fino al 1985. L’attività di P. Celso si divise su tre direzioni: la cura di anime, l’impegno sociale e morale, e l’attività letteraria di scrittore.

    Per quanto riguarda l’aspetto pastorale ben presto P. Cipriani fu molto stimato ed apprezzato dai fedeli che si sentirono legati alla parrocchia come una sola famiglia. Notevole l’organizzazione di catechesi, l’assistenza agli infermi e al campo profughi della ex Caserma La Marmora, la formazione di diversi gruppi di laici impegnati nelle varie associazioni di giovani e di adulti, sempre molto attive le opere caritative, particolarmente curata la preparazione alla Pasqua negli ambienti di lavoro come il Ministero della Pubblica Amministrazione, l'Istituto Forze Armate, l'Istituto Superiore Poste e Telecomunicazioni e altri, il numeroso gruppo di ministranti ben preparati, liturgia svolta con decoro e proprietà, chiesa tenuta con cura e locali delle opere parrocchiali sempre più idonei e funzionali.

    Tra i lavori più importanti il restauro della Cappella dell’Annunziata, della Cappella dell’Albertoni, della Cappella del Sacro Cuore, le porte laterali di entrata della chiesa con la doppia vetrina, il recupero del corridoio che dalla portineria va al coro, il recupero della sala ora detta di S. Francesco, ma che dai frati era chiamata ospizio di S. Biagio ed era adibita a refettorio, la sistemazione definitiva ed attuale dei locali parrocchiali.

    Il 30 settembre 1956 aprì i festeggiamenti del 50° anniversario di fondazione della parrocchia, con una concelebrazione solenne a cui parteciparono anche gli ex parroci P. Marcelletti e P. Magliozzi. I festeggiamenti durarono ben otto mesi, perche andarono avanti con celebrazioni liturgiche, concerti musicali, rappresentazioni teatrali, mostre artistiche, iniziative culturali varie fino al 30 maggio 1957.

    Altro avvenimento storico importante vissuto dal P. Cipriani è la Canonizzazione di S. Carlo da Sezze, avvenuta il 12 aprile 1959 con Papa Giovanni XXIII.

    Per quanto riguarda la sua attività di scrittore, ha lasciato numerose pubblicazioni. Ricordiamo il bel volume sulla Beata Ludovica Albertoni, quello sul tempietto del Bramante a S. Pietro in Montorio, alcuni libri di pastorale, e poi numerosi scritti inediti su alcuni santi e su qualche opera di Bartolomeo da Salutìo.

    P. Celso è morto il 27 maggio 1996, mentre era di famiglia a S. Pietro in Montorio.

 

Mons. Cristoforo Arduino Terzi

    Mons. Cristoforo Arduino Terzi è arrivato nel nostro convento nel 1945, ma il parroco che lo ha conosciuto meglio e che ha avuto più confidenza con lui è stato P. Celso, che ha voluto dare la sua testimonianza e raccogliere i suoi ricordi in un libretto pubblicato nel 1973 col titolo “A colloquio con Fra Cristoforo Terzi”.

    Mons. Terzi nasce il 29 settembre 1884 a Capradosso (Rieti) e al battesimo viene chiamato Arduino. È fratino a 15 anni col nome di Fra Cristoforo e sacerdote a quasi 23 anni. Nel 1934 è nominato Vescovo residenziale di Massa e Carrara da Pio XI, ma nel 1945 fa ritorno a Roma e viene a risiedere nel nostro convento, come semplice fraticello, ove resterà fino alla sua morte, avvenuta l’11 luglio 1971 a S. Maria della Foresta in Rieti, dove era andato qualche mese prima per il riposo estivo.

    Fra Cristoforo Terzi ha scritto molto, vogliamo elencare qualche titolo: “I santuari francescani nella valle di Rieti”, “Memorie francescane nella valle reatina”, “S. Francesco d’Assisi a Roma”, “S. Fabiano della Foresta ascoltò per primo il cantico di Frate Sole”, “Il Poverello di Assisi nella valle reatina”, “La Chiesa nuova di Assisi casa natale di S. Francesco”, “Nella selva di Greccio nacque il presepio plastico”, “Cronologia della vita di S. Francesco d’Assisi”, “Un monumento a S. Francesco d’Assisi a Rieti”…

P. Giuseppe Spoletini

    P. Giuseppe Spoletini è morto nel nostro convento il giorno di Pasqua 25 marzo 1951. Seppellito dapprima nella tomba dei frati al cimitero del Verano, il 22 maggio 1974 le sue spoglie mortali sono state portate nella nostra chiesa e sono state tumulate nel pavimento della Cappella dell’Annunziata, davanti ad una folla di fedeli festosi e devoti. La traslazione si è resa necessaria per le molte grazie e guarigioni ottenute da frati e fedeli per sua intercessione dopo la morte. Nonostante sia morto in concetto di santità, la sua causa di beatificazione non è ancora giunta a conclusione, ma è stato proclamato dalla Chiesa Servo di Dio.

    Nato il 16 agosto 1870, P. Giuseppe era un francescano di stampo antico, da francescanesimo delle origini, una vera e propria figura da Fioretti di S. Francesco. Era il sacerdote cattolico esemplare, modello di santità per i frati, per il clero e per i fedeli, vero sprone e vera guida alla perfezione di vita evangelica. La sua santità non è fatta di penitenze, ma di virtù sode e nascoste, praticate giornalmente nell’adempimento del proprio ufficio, sempre santificando la propria giornata, sempre in conformità col volere di Dio.

    P. Giuseppe Spoletini fu viceparroco dal 1906 al 1919, poi ritornò nel 1944 e per sette anni ancora, fino alla morte, ebbe l’ufficio di confessore.